I nostri progetti

Attività di ricerca sostenute dalla Fondazione per l'Oncologia Pediatrica

I tumori del sistema nervoso centrale (SNC) sono il gruppo di neoplasie solide più frequenti in età pediatrica. I più recenti protocolli di terapia nella cura dei tumori pediatrici hanno portato ad un notevole miglioramento dei tassi di guarigione, attualmente compresi tra il 70 e l’80%. Tuttavia, per alcuni bambini con tumori cerebrali aggressivi o poco responsivi ai trattamenti attuali la prognosi rimane infausta.
In questi pazienti è pertanto necessario introdurre nuovi farmaci e nuovi schemi terapeutici al fine di migliorarne la probabilità di guarigione. Tuttavia, le aziende farmaceutiche hanno scarso interesse a sviluppare farmaci esclusivi per i tumori pediatrici a fronte di un processo di sviluppo che richiede tra i 10 e i 12 anni e un investimento economico tra il miliardo e mezzo e i due miliardi di dollari.

Terapia derivate dall'epigenetica delle cellule tumorali pediatriche

Recenti studi mostrano che le alterazioni epigenetiche sono potenzialmente reversibili rendendo i nuovi approcci terapeutici basati sull’epigenetica molto promettenti. In particolare, un ruolo importante nel controllo dell'espressione genica, della divisione cellulare, della sopravvivenza e della differenziazione è svolto dalle proteine istoniche, che subiscono una vasta gamma di modifiche post-trasduzionali, insieme alla metilazione del DNA. Queste proteine epigenetiche sono oggetto del nostro studio per lo sviluppo di nuovi farmaci targeted.

Assistenza neuro-cognitiva e psico-pedagogica in bambini affetti da tumore cerebrale

I quadri cognitivi e comportamentali sono correlabili con la sede della lesione, con i tipi di terapia (chirurgia, chemioterapia e radioterapia), il tempo trascorso dalla diagnosi alla valutazione neuro-cognitiva e la presenza di altre variabili cliniche (es. epilessia, sindromi genetiche). L’individuazione precoce di questi deficit permettere di pianificare una specifica riabilitazione allo scopo di migliorare la qualità di cura e di vita di questi bambini.

Sviluppo di nuovi farmaci per i tumori cerebrali nei bambini

Scopo della nostra ricerca è di creare modelli preclinici paziente-derivati di tumori cerebrali pediatrici su cui testare l’efficacia antitumorale sia di nuovi farmaci molecolari sia di farmaci “repurposed”, come agenti singoli ed in combinazione. Ci proponiamo inoltre di individuare biomarcatori prognostici e/o predittivi di sensibilità/resistenza, che aiutino a identificare i pazienti che possano beneficiare del trattamento con miglioramento della probabilità di cura. Questi dati sono requisito essenziale per l’avvio di studi clinici sia nel paziente adulto che pediatrico.

Somministrazione di un collirio a base di Nerve Growth Factor (NGF) in pazienti con deficits visivi indotti da gliomi delle vie ottiche

In modelli sperimentali animali è stato dimostrato che l’NGF promuove i meccanismi di rigenerazione neuronale dopo un danno ischemico, traumatico o tossico. L’NGF esogeno ha mostrato, inoltre, effetti neuroprotettivi anche sul sistema visivo dovuti alla presenza dei recettori NGF sulla congiuntiva, sulla cornea come pure sull'epitelio pigmentato della retina e sulle cellule ganglionari retiniche. Sulla base dei dati già da noi acquisiti sull’uso dell’NGF murino, l’uso di un nuovo collirio a base di NGF nei bambini con deficit visivo da glioma delle vie ottiche rappresenta una prospettiva futura valida per il miglioramento delle capacità visive e della qualità di vita di questo gruppo di pazienti.

La comunicazione intercellulare nei modelli pediatrici di ependimoma

I meccanismi di comunicazione intercellulare nell' ependimoma (EPN) e il suo ruolo per la formazione e l'evoluzione del tumore rimangono in gran parte indefiniti, anche a causa della mancanza di modelli sperimentali di eterogeneità tumorale. Si ritiene che le sottopopolazioni delle cellule EPN, diverse per caratteristiche biologiche e genetiche, comunichino tra loro e con la nicchia tumorale per guidare la crescita tumorale. Utilizzando i nostri modelli in vitro di EPN, verificheremo se le sottopopolazioni EPN più aggressive sono in grado di interagire e comunicare con le loro controparti più indolenti e con le cellule stromali presenti nel microambiente. La conoscenza di questi meccanismi è necessaria per sviluppare strategie terapeutiche in grado di migliorare il trattamento di pazienti con EPN e altri tipi di cancro.